Affitti brevi nel Decreto Crescita

Nella giornata di ieri è stato presentato il Decreto Crescita (Decreto Legge 34 del 2019).

 

E' palese la volontà del legislatore di contrastare su ogni fronte l'evasione fiscale derivante dagli affitti brevi aggravata dal mancato introito della riscossione della tassa di soggiorno (nei 900 Comuni in cui è stata introdotta le statistiche rilevano un tassi di evasione talvolta pari al 50%).

 

In quest'ottica sicuramente trovano la loro origine alcune delle novità introdotte in quest'ultimo decreto:

 

Controlli incrociati tra fisco e pubblica sicurezza

I dati delle comunicazioni trasmesse dalle strutture ricettive ai sensi dell'art. 109 del TU della legge di pubblica sicurezza saranno forniti all'Agenzia delle Entrate in forma anonima e aggregata. La stessa Agenzia ne consentirà la successiva consultazione ai Comuni che hanno istituito l'imposta di soggiorno e il contributo di soggiorno.

Codice identificativo nazionale

In un nostro precedente articolo (CITRA ... il codice identificativo regionale delle strutture ricettive turistiche) abbiamo già parlato del codice identificativo attribuito dalla Regione Liguria a tutte le strutture ricettive sul territorio regionale.

 

Anche il decreto in discussione prevede una identificazione delle strutture ricettive destinate alle locazioni brevi e come il codice CITRA, anch'esso dovrà essere riportato in ogni comunicazione e/o forma pubblicitaria e di promozione all'utenza.

 

Così facendo l'amministrazione pubblica sarà in grado di creare una vera e propria banca dati degli alloggi proposti in locazione breve.

Piattaforme di prenotazioni on line

Il soprastante codice alfanumerico dovrà essere comunicato a chi sarà demandata la locazione o la prenotazione on line (anche se nel testo vengono nominare "piattaforme di intermediazione").

 

Proprio a queste ultime, se straniere e senza un rappresentante fiscale, ma soggetti residenti, saranno per legge "solidalmente responsabili" con il gruppo a cui appartengono per l'effettuazione e il versamento della ritenuta d'acconto del 21% da applicare ai canoni e corrispettivi come dai dettami del D.L. 50/2017.

 

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